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Digiuno

Parliamo di digiuno

Le Feste sono passate e tante persone in questi giorni si ritrovano con qualche kg in più di peso, spesso affaticati e stanchi . In questo primo periodo dell’anno non mancano i buoni propositi relativi alla salute ed al benessere. Il digiuno spesso viene visto come uno stratagemma veloce per rimettere le cose a posto. Si parla  di digiuno anche per prevenire l’ insorgere di malattie croniche e degenerative. Proviamo a ragionare.

Il nostro corpo è un sistema complesso costituito da cellule che hanno continuamente bisogno di energia per svolgere tutte le funzioni necessarie per mantenerci in vita e in salute. Esso ospita però anche miliardi di cellule batteriche che interagiscono continuamente con le cellule “umane “aiutandole a svolgere questo compito. Tante sono le funzioni delle cellule batteriche, funzioni che vanno dalla produzione di vitamine alla digestione dei nutrienti. E anche questo lavoro necessita di energia. Quando il nostro corpo non riceve cibo adeguato ogni giorno reagisce ed ha tutte le capacità biologiche per superare questo limite. Noi umani siamo programmati geneticamente per vincere la fame. Durante il digiuno le cellule e anche i microrganismi che albergano dentro di noi sono obbligati ad attivare tutte le strategie per risparmiare energia e rinforzarsi. In carenza di alimenti il corpo umano utilizza la riserva di glicogeno (carboidrati)accumulato all’ interno delle cellule del fegato e dei muscoli. Il glicogeno viene trasformato in glucosio che fuoriesce per essere utilizzato dal cervello e dagli organi glucosio dipendenti, cioè organi che richiedono per la loro funzionalità solo glucosio. Il cervello richiede una fornitura continua di glucosio senza interruzioni. Quando non si introduce il cibo e si entra nel digiuno una volta consumate le scorte di glicogeno il cervello entra in condizione di emergenza energetica cerebrale e il fegato è costretto ad un super lavoro contribuendo alla produzione di corpi chetonici ottenuti dagli acidi grassi liberati dai depositi adiposi. I corpi chetonici che si formano nel fegato si chiamano:

acetone,

acido acetoacetico,

acido beta-idrossibutirrico.

I corpi chetonici possono sostituire, in via provvisoria, il glucosio quale substrato energetico del cervello. Il digiuno può essere una sana pratica per ridurre la massa adiposa accumulata ma occorre evitare il passaggio da digiuno a carestia.

Il digiuno diventa carestia quando i corpi chetonici superano nel sangue il valore di 3 mg/100 ml e compaiono nelle urine. La carenza di glucosio e quindi il passaggio a chetosi  compromette la sua trasformazione, nelle cellule umane in ribosio, molecola che costituisce gli acidi nucleici (DNA-RNA).

Durante il digiuno si assiste a :

1-netta riduzione dell’insulina (ormone dell’accumulo di grasso e della sensazione di fame continua)

2-la riduzione dell’insulina permette l’ attivazione dell’ormone del digiuno: il glucagone che libera la riserva di glucosio custodito negli epatociti. Il glucagone scarica il fegato dall’eccesso dei carboidrati per garantire adeguato rifornimento di glucosio al cervello, senza cadere in chetosi. Esso fa uscire gli acidi grassi dagli  adipociti , cellule della massa grassa svuotandoli e promuovendo in questo modo il dimagramento.

3_la riduzione dell’insulina elimina l’ effetto del sodio sulla ritenzione idrica ,aumenta la diuresi.

Praticare il digiuno consapevole per un giorno può essere una buona pratica spirituale e di disintossicazione. Eseguito prima di un trattamento di chemioterapia ne aumenterebbe l’efficacia.  Tuttavia occorrono ancora studi per validare questo aspetto.

Quando si può fare ?

Dipende dalla propria composizione corporea, in particolare dallo stato di infiammazione in cui si trova il corpo.  Il digiuno è un processo faticoso per l’organismo.

Come attuarlo ?

Non devono mai mancare i liquidi. Consumare verdura a pranzo e a cena e se si desidera consumarla anche sotto forma di estratti (80%verdura e 20%frutta ).  Frutta, anche secca(noci, nocciole, mandorle, pistacchi…)frutta oleosa ( semi di lino, di sesamo, di zucca, di girasole )soprattutto al mattino e negli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio.

Apportano proteine vegetali, omega 3, fibra alimentare prebiotica (utile per gestire il microbiota intestinale )e minerali. Sono da considerare veri integratori naturali utili nel digiuno.

 

Tisana a base di zenzero e altre spezie, utile per il periodo invernale. Aiuta a prevenire o contrastare il raffreddore

  • 350 ml di acqua;
  • il succo di mezzo limone;
  • 1 stecca di cannella;
  • 1 fetta di radice di zenzero fresca;
  • 2 chiodi di garofano;
  • 1 cucchiaino di curcuma;
  • un pizzico di peperoncino di cayenna (in base ai gusti);
  • miele

Mettete tutti gli ingredienti, eccetto il succo di limone e il miele, in una pentola e portate a bollore. Una volta portata a ebollizione l’acqua, abbassate la fiamma e fate cuocere a fuoco lento per circa 10 minuti. Lasciate riposare, filtrate e aggiungete miele e limone. Va bevuto caldo.

Dott.ssa Bruant Biologa e Nutrizionista

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